venerdì 17 maggio 2013

INTERVISTA A ERMENEGILDO PULZETTI


Colgo l'occasione per complimentarmi con il lettore Pulzettiano Mark Shuster e per la sua laurea  a pieni voti dal titolo a me dedicato "Ermenegildo Pulzetti und seine Geditche".
Spero la porti a grandi soddisfazioni...non posso che dirmi onorato.
Ricordo a tutti i lettori sudamericani il bel servizio su Canal 7 di sabato prossimo e posto qui il link di una mia recente intervista rilasciata a un blogger argentino interessato alla musica e alla cultura del bel paese (Prossimamente verrà tradotta anche italiano)

LINK INTERVISTA

martedì 14 maggio 2013

DZHOKHAR TZARNAEV E LA DUTTILITA' DI PENSIERO DELLE ADOLESCENTI AMERICANE




Leggo oggi sulla stampa internazionale la sconvolgente notizia riguardante lettere d'amore inviate all'autore della strage di Boston.
Tralasciando il sottile fascino del male e la voglia di trasgressione vorrei farvi riflettere un attimo su quanto malleabili siano le scelte e le menti delle teenager americane e quindi quelle di coloro alle quali è rivolta la prima macchina mediatica del mondo.
Cosa spinge queste ragazzine a seguire un idolo piuttosto che un altro?
Cosa le fa innamorare di questo o di quello?
La bellezza?L'intelligenza?
NO
L'essere personaggio mediatico.
Riflettevo appunto su questa ardito accoppiamento in quanto Biebier (idolo della mia nipotina) rappresenta esattamente quello che la classe politica americana vorrebbe fosse il canone ideale per un perfetto americano.
Bianco,biondo e ben vestito.

E dunque dove si posiziona Tzarnaev?
Non ha posizione è...solo famoso.
E' questo il punto,gente che modifica i nostri gusti...
A questo punto pare ovvio il tacito consenso di una lobby di potere dietro alle scelte musicali e cinematografiche, la scelta di un personaggio da promuovere e farne simbolo da seguire.
Cosa propongo?
Salviamoci con la cultura,rendiamo partecipi i giovani di un rinnovamento culturale,insistiamo su quello...
E forse queste cose non accadranno più.

lunedì 13 maggio 2013

LIBRO DELLA SETTIMANA : BOB MARLEY. UNA VITA DI FUOCO DI TIMOTHY WHITE


Il libro che presento oggi parla della vita di una delle più grandi icone del secolo scorso e cioè il musicista (termine riduttivo) giamaicano Bob Marley.

La peculiarità di questo testo è che più che essere una biografia vera e propria è più la storia del personaggio...aneddoti mistici,racconti inverosimili e tutto quello che ruotava intorno a questa figura ormai miticizzata la fanno da padrone.
E' interessante per il fan ma anche per colui che volesse apprendere meglio quello che ha rappresentato quest'uomo per milioni di persone...anche se bisogna premettere che la veridicità di certi fatti non credo sia verificabile.
Non aspettatevi un testo che analizzi la personalità dell'uomo ma piuttosto il racconto di un mito che racchiude in sè una vita.
Una lettura comunque fondamentale per chiunque voglia avvicinarsi alla musica reggae e alle sue leggende.

sabato 11 maggio 2013

LSD




illusioni ottiche di papaveri giganti

mi cadono addosso aaaahhhh

onirica eloquenza di una rettitudine trasversale

esperimento fuggito ingigantito

dosi di grazia,diluiamo l'essenza

Ballard insegnami

come cogliere un fiore quattro volte tanto

dopo il fiasco della mia vita

venerdì 10 maggio 2013

STORIE DI LOTTA - VINCERANNO I MAPUCHE ANCHE STAVOLTA?




Riporto oggi un interessante un articolo tratto dal quotidiano messicano 'La Jornada' e tradotto dal sito italiano 'Comune-info'

Un articolo bellissimo,pieno di positività verso un movimento,una lotta che continua e non si ferma mai

Eccovene un assaggio


Quella dei mapuche, la gente (che) della terra (mapu), è forse la resistenza più combattiva del pianeta. Dura da sei secoli ed è riuscita a fermare tutte le invasioni di un territorio che oggi si chiama Patagonia cilena. Dove non sono riusciti a passare gli Incas e i conquistadores spagnoli, oggi avanzano le imprese multinazionali del legname, protette dai carabineros di uno Stato che i Mapuche non hanno mai considerato proprio. Contro gli indigeni, il governo di Santiago usa la legge anti-terrorismo di Pinochet ma la mancanza di un apparato centralizzato e la frammentazione delle organizzazioni rendono più difficile la repressione e l’assalto all’autonomia di un popolo che non si riconosce nello Stato, né aspira a conquistarlo.

Per leggerlo tutto premete QUI

mercoledì 8 maggio 2013

IRON MAN 3 E LA STRANA MORALITA' DI UN MANDARINO ARABO



L'altro giorno uno dei miei studenti mi ha proposto di andare al cinema a vedere l'ultimo film americano della Disney...lì per lì l'ho fissato guardingo tra il serio ed il faceto dato che come ben saprete non sono tipo nè da film di quel genere nè tanto meno da cinema (al quale preferisco un caro libro).
Ma alle continue e vessanti richieste e al chiarimento sul titolo in questione ho accettato.

IRON MAN 3 (Spero il numero sia giusto)
Dovete sapere che anni fa per un certo periodo mi interessai alla fumettografia americana e la trasposizione di questo eroe meccanico al grande schermo mi incuriosì molto.
Tralasciamo i giudizi cinematografici, inutile dirvi che la pellicola è una boiata pazzesca, la cosa che più mi ha colpito è stata la figura del Mandarino.
Nelle storie dei fumetti costui rappresentava l'antica magia cinese e la saggezza che andavano a scontrarsi con la tecnologia e l'esuberanza tipica yankee creando così un ottimo gioco delle parti tra l'eroe e l'avversario.
Bene.
In questo film il Mandarino era..........ARABO!!!!

(O così doveva per il pubblico sembrare)

Ora capisco che il governo USA sovvenzioni opere che con astuzia facciano passare i paesi ostili a nemici e gli stati alleati amici ma un Mandarino arabo non si era mai visto!
C'entra forse qualcosa che la Cina abbia comprato mezzo debito pubblico USA?
C'entra qualcosa che gli arabi non abbiano nulla da lamentarsi e debbano sempre passare per i cattivi?
Suvvia un Mandarino arabo è veramente ridicolo.
La cosa peggiore era che il film cercava anche di dare una morale sui grandi mostri creati per fare paura alla gente dai media e dai poteri forti...bene dovrebbero cominciare proprio loro.

Consiglio alla gente di evitare questa pagliacciata e farsi una bella passeggiata fuori.



lunedì 6 maggio 2013

LIBRO DELLA SETTIMANA : SULLA STRADA di JACK KEROUAC


Vorrei cominciare questa rubrica settimanale con uno dei titoli che più ha modificato la mia ragione d'essere in gioventù, sto parlando ovviamente di 'On the road' di Jack Kerouac.
Questo libro,uscito nel lontano 1951, ha rappresentato per la beat generation e  per tutti coloro a disperata caccia di libertà un punto di partenza,una pietra miliare.
La trama,che non starò qui a raccontarvi,tratta della ricerca di se stessi e di una verità profonda.
Il protagonista tra mille avventure in autostop per l'America degli anni 40 ha la possibilità di crescere,maturare e scontrarsi con una realtà che è diversa da quella che immaginava con felicità,sofferenze e  tanta ironia agrodolce che fa da sottofondo al racconto.
Consiglio anche di andarvi a leggere la storia dello scrittore, un romanzo fuori dal romanzo,può essere illuminante.
Un testo fondamentale che non può mancare nella vostra biblioteca.